di Tiziana Zubani, Naturopata
29 ottobre 2026
Tra ottobre e novembre la luce si accorcia e il corpo se ne accorge prima della mente: arrivano più stanchezza e più sensibilità. Non è debolezza, è un segnale. L’energia, in questa lettura, non è una batteria da riempire a ogni costo ma una questione di coerenza con il ritmo che si sta vivendo.
Un rientro, non una ripartenza
Spesso si tratta settembre come un nuovo gennaio, pieno di progetti e prestazioni. La natura fa l’opposto: gli alberi ritirano la linfa verso il centro e lasciano cadere il superfluo. Quando si resta in modalità estiva, il corpo lo dice con una stanchezza che il sonno non scioglie, voglia di dolci e di calore, malinconia senza motivo.
L’energia si libera togliendo
Più che aggiungere integratori o impegni, conviene chiedersi che cosa si sta ancora trattenendo e dove si disperde calore, per esempio dicendo sempre sì. Scegliere ogni giorno una piccola cosa da lasciare andare restituisce più forza di un nuovo proposito.
Piccoli gesti per la stagione
Respirare con l’espirazione più lunga dell’inspirazione, scaldare il centro con bevande e colazioni calde, fare ordine in un piccolo spazio, guardare un tramonto senza telefono: gesti semplici per accompagnare il passaggio.
Nel testo integrale ci sono anche le domande guida, l’esercizio di respiro di tre minuti e i due colori dell’autunno da osservare. Qui resta l’invito: l’autunno non chiede di essere più forti, chiede di essere più veri.