di Tiziana Zubani, Naturopata
4 marzo 2026
Molte giornate sono organizzate intorno al dovere. Il piacere, quando compare, sembra un resto: qualcosa che arriverà dopo, se avanza tempo. Così il benessere si assottiglia senza un evento che lo spieghi.
Accorgersi di ciò che già piace
Il primo passo non è aggiungere impegni gradevoli. È notare i momenti in cui il corpo si allenta: una luce, un sapore, una voce, una pausa vera. Se non li si riconosce, non li si può proteggere.
I sensi come via del benessere
Il piacere entra dal concreto. Colore, contatto, respiro, cibo, suono: sono porte già aperte, non un lusso da calendarizzare. Trascurarle a lungo rende poi difficile sentire che cosa fa bene.
Difendere un piccolo spazio di piacere è un atto di manutenzione, non una fuga dagli impegni.